giovedì, settembre 27, 2012

L'Odissea in siciliano per siciliani al Loggiato


Heilá, buon giovedì sera a tutti voi! Mi credevate disperso? Per le lande internettiane di sicuro! Vi è piaciuto lo sfondo così autunnale del blog? Beh, ora come ora, considerate le temperature afose di questi giorni, pare alquanto fuor di luogo!
Purtroppo in questi giorni son stato davvero oberato d’impegni e ho potuto dedicarmi poco al mio peregrinare settimanale e vi invito a pazientare in attesa che io possa liberarmi un po’ e tornare ad informarmi al più presto!
Per il momento, vi ricordo un appuntamento previsto per domani 28 settembre, alle ore 17,30, di cui vi ho scritto nel mio finora penultimo post. Mi riferisco della lettura teatralizzata di alcuni brani dell’Odissea tradotti in siciliano da Rosa Gazzara Siciliano e interpretati per l’occasione da Paolo Battaglia, con l’accompagnamento dell’arpa di Romina Copernico…se indossassero tutti una tunica e al posto dell’arpa ci fosse una cetra od una lira penso che l’effetto sarebbe suggestivo.
Quale sarà la speciale scena di questa rappresentazione? Beh, nessuna sede sarebbe più degna di questa! Sarà il Loggiato di San Bartolomeo, affacciato sul mare, che, come ricorderete (cliccate qui per rivedere il mio articolo), fino al 7 ottobre ospiterà “Viaggio tra mito e realtà” del gioviale e talentuoso artista palermitano Franco Bracciante.
Spero accorriate numerosi e godiate, anche al posto mio, di questo originale evento gratuito.

domenica, settembre 16, 2012

Abbandonate ogni speranza voi che cercate d'entrare...al Loggiato!

Buona mattina a tutti, miei cari e affezionati lettori! Oggi vi scrivo con rammarico perché, per me, è uno di quei giorni in cui prendo atto del fatto che lo scopo per cui ho creato il mio blog, ovvero quello d’esaltare la sicilianità e la “panormitanitudine”, scema come farina di ceci esposta al vento… e considerato il vento e le intemperie di queste ultime giornate, penso che non sarà difficile immaginarla volare via!

Come spesso faccio di sabato pomeriggio, ieri mi sono recato, pregno di curiosità, innanzi al Loggiato San Bartolomeo, per potere ammirare la mostra personale del pittore siciliano Franco Bracciante intitolata “Tra mito e realtà”.


Questa mostra è nata come una miscela armonica tra arte micenea, miti greci e originali rivisitazioni moderne. Dovrebbe comporsi (a breve vi spiegherò il condizionale!) di pannelli materici che fondono la più tradizionale tecnica pittorica insieme con il legno, il rame e la ceramica, i materiali più ricorrenti tra le arti plastiche micenee. Il tema conduttore di tali pannelli è quello degli antichi miti greci. Pare che Bracciante abbia tratto maggiormente spunto da Ulisse e dall’Odissea, considerata la costante presenza del mare sullo sfondo, in molte delle sue opere. In quel pannello con quella reputo essere Penelope intenta a lavorare al telaio, alle sue spalle si vede una finestra che s’affaccia sul mare, il punto d’incontro tra due cuori innamorati e, al contempo, l’ostacolo più grande da superare per ricongiungersi con Ulisse.


Cosa è successo ieri pomeriggio? In parte avrete capito dalla prima immagine che ho inserito nel post. Alle 16,15 il Loggiato era chiuso! Mentre, ingannando me stesso, mi accingevo ad abbassare la maniglia della porta d’ingresso scoprendola sbarrata, alle mie spalle una voce d’uomo mi comunica che la sede espositiva è chiusa e che lui è… l’artista! Immaginate il mio stupore? L’artista tagliato fuori dal vedere le sue opere…temporaneamente “sequestrate” dall’addetto che avrebbe dovuto, semplicemente e per sole tre ore (dalle 16 alle 19), aprire, accender quattro luci e sedersi al piano terra a telefonare alla moglie o a leggersi un giornaletto! Stupisce che, in una città quotidianamente bloccata dagli operai Gesip, chi dovrebbe stare sul lavoro, né ci va né giustifica la sua assenza!

Lo mio stupore più grande è stata la reazione di Franco Bracciante, un Signore con la S maiuscola! Penso sia una delle persone più gioviali ed entusiaste che il vostro amico Rino abbia mai incontrato: senza perdere il sorriso mi ha descritto l’opera con Penelope di cui vi ho scritto e che ho fotografato da dietro il vetro, mi ha informato che gli dispiaceva moltissimo che fosse chiusa ma… che non dipendeva dalla sua volontà!

Mi ha anche anticipato che il pomeriggio di giorno 28 settembre il Loggiato dovrebbe ospitare una piccola rappresentazione di teatro popolare con passi dell’Odissea recitati in siciliano… chissà se l’addetto glielo permetterà!

Il vostro amico Rino tenterà di tornare a vedere “Tra mito e realtà” di franco Bracciante, il quale è sempre lì presente a raccontare le sue opere.

Titolo: Tra mito e realtà

Dove: Loggiato di san Bartolomeo
Corso Vittorio Emanuele 95

Fino al 7 ottobre 2012
Orari: da mar. a sab. 9-13; 16-19

Ingresso libero

mercoledì, settembre 12, 2012

Tra memoria e futuro: la Palazzina Cinese e il Museo Pitrè

Da alcuni mesi ormai, sebbene, a Palermo, pochi ne parlino proprio come se fosse un argomento tabù, sono visitabili, ad ingresso totalmente gratuito e con tanto di guida, due veri e propri tesori della città: la famosissima Casina alla Cinese, più comunemente chiamata Palazzina Cinese, e il Museo Pitrè…voi lo sapevate?

Il vostro amico Rino, poiché aveva già visitato la Palazzina Cinese nel corso di altre peregrinazioni cittadine, offrendovi un particolare scorcio “gabbiato” della stessa, colto proprio dal cortiletto interno del Museo, oggi vi scriverà delle due mostre che, attualmente, vi sono in corso.


Antica sede delle cucine e delle stalle annesse alla Palazzina Cinese, altolocata sede abitativa del re Ferdinando IV di Borbone agli inizi del XIX secolo, il Museo Pitrè è stato spostato dalla originaria sede di via Maqueda in quella attuale nel 1935, su iniziativa di Giuseppe Cocchiara, “discepolo” di Giuseppe Pitrè, famoso medico e demopsicologo palermitano.

Fino al 30 ottobre 2012 saranno visitabili “Viva Palermo e Santa Rosalia- La tradizione del Festino nelle collezioni del Museo Pitrè” e “Pitrè tra memoria e futuro”, due esposizioni a tema che rendono accessibili, in attesa che il museo riapra definitivamente, al pubblico parte delle opulente collezioni del museo.

“Viva Palermo e Santa Rosalia” espone circa cento testimonianze della radicata devozione popolare e palermitana verso la Santuzza: pregevoli sono i cartelloni dei cantastorie, che illustrano in immagini la storia di santa Rosalia, molti sono i materiali cartacei inclusivi di articoli di giornale e stampe satiriche, programmi dei festeggiamenti, speciali avvisi (ad esempio quello che impediva di affittare le sedie per godere degli spettacoli a non più di 20 centesimi!) e santini, disegnati dagli stampasanti. Tre sezioni sono dedicate alle vare, tra le quali spicca per magnificenza e grandiosità quella realizzata su iniziativa di Giuseppe Pitrè nel 1896, della quale è visibile il “modellino”. Esso è già grande di suo ma non per un caso: l’originale era alto ben 31 metri!


La seconda parte delle “sale” è dedicata all’esposizione “Pitrè tra memoria e futuro”: nelle antiche stalle, nelle cucine e nella cappella reale sono stati replicati scorsi e angoli espositivi così come Pitrè e Cocchiara li avevano originariamente allestiti. È, ad esempio, stato ricreato lo studio di Pitrè, oppure la parete che, originariamente, ospitava la ricchissima collezione di ceramiche siciliane: grasti, schifi, piatta, vivituri, cannati, quartareddi, bummuli, lemmi e così via.


In foto, oltre a proporvi la parete, vi propongo una vera e propria chicca: uno scolapasta in cui sono visibili le cuciture metalliche, su esso applicate dal consalemmaru, colui che riparava le ceramiche rotte perché, all’epoca, nulla si buttava via perché c’era sempre qualcuno che s’industriava per ripararlo!


Lussureggianti e, soprattutto, gigantesche, sono le due carrozze usate dal Senato palermitano a metà ‘800, le quali spiccano maggiormente se accostate ai compresenti carretti siciliani.

Le due cucine, nelle quali sono ancora visibili le piastrelle originali, sono state riallestite con tutti gli arnesi e utensili usati dal popolo siciliano ai tempi di Pitrè.

Vi consiglio fortemente di visitare questi siti, sia perché è gratis sia perché, dopo il 30 ottobre, non si sa se riapriranno normalmente o previo il pagamento di un biglietto d’ingresso.

Cosa: Palazzina Cinese e Museo Pitrè

Titolo mostre: Viva Palermo e Santa Rosalia- La tradizione del Festino nelle collezioni del Museo Pitrè;

Pitrè tra memoria e futuro

Dove: via Duca degli Abbruzzi 1

Fino al 30 ottobre 2012

Orari: mart.-dom. 9,30-18,30

Ingresso gratuito

venerdì, settembre 07, 2012

Visita a Carini e alla mostra di Aldo Sessa




Ieri, in un’insolitamente fresca mattina di settembre, il vostro amico Rino si è avventurato fuori città per visitare il tanto noto Castello La Grua Talamanca, nel pieno centro storico di Carini…il castello della famosa baronessa Laura Lanza, uccisavi nel 1563, dal padre Cesare, dopo che aveva scoperto che tradiva il suo consorte, e il cui fantasma, secondo la leggenda, da secoli, la notte del 4 dicembre, giorno dell’assassinio, si aggira tra le sue sale…

Il castello di origini medievali domina uno sperone roccioso, dal quale è possibile godere en plein air di una vista panoramica suggestiva che domina l’intero golfo che dall’Isola delle Femmine raggiunge Villagrazia di Carini.

Penelope e Ulisse
Del castello, rimaneggiato nei secoli, sono visitabili gran parte degli ambienti, si parte dalle stalle e stanzette riservate alla servitù per raggiungere la cappella, il matroneo e le sale al piano nobile, riccamente affrescate fino ad arrivare alla torre sud-ovest, luogo leggendario in cui si consumò il delitto di Laura Lanza, su una porta della quale compare la scritta “Recedant vetera”, sia cancellato il passato mentre su una parete, fresche di vernice, sono visibili i segni delle sei (non cinque!) ditate insanguinate della giovane che tentava di scampare al suo destino.

Contestualmente alla visita al castello, accompagnati da giovani ed entusiaste guide volontarie di una locale scuola media inferiore, è possibile ammirare la mostra personale “La Sicilia dei Castelli-Miti e leggende” del pittore palermitano Aldo Sessa, la cui chiusura era originariamente prevista per il 16 settembre 2012 ma che sarà, invece, fruibile in modo permanente.

Tale esposizione riunisce, come emerge dal titolo, raffigurazioni del castello di Carini, realizzati da varie angolazioni, e d’altri castelli siciliani come quelli di Erice, Castelbuono, Mazzarino, Alcamo, Enna e tanti altri. Singolare è la tecnica usata da Sessa: sono interamente realizzati con inchiostro di china, in parte disegnati e puntinati, in parte più propriamente dipinti. Ad affiancare gli scorci e i panorami dei castelli sono, generalmente, delle figure di donna prosperosa e seminuda, che simboleggiano, in genere, una dea come la dea Cerere o una ninfa come la ninfa Aretusa, figure significative della mitologia greco-romana, che ha profondamente affondato le sue radici storico-religiose e simboliche in Sicilia e nelle tradizioni dei siciliani.

Aldo Sessa-La giovane Laura Lanza nel castello paterno

Queste figure femminili tradiscono la grande attrazione classicheggiante che l’artista ha sempre avuto nei confronti del Perugino e del Botticelli, ma anche dei motivi decorativi dell’arte Liberty.

Titolo: La Sicilia dei Castelli-Miti e Leggende

Dove: Castello La Grua Talamanca,
via Castello 2

Orari: tutti i giorni 9-13; 16-20

Ingresso: 3 €

domenica, settembre 02, 2012

Sul folle Museo della...Follia!


Salve e buona domenica a tutti i passanti! Oggi non scriverò di eventi in corso a Palermo ma, come si evince dal titolo, di eventi in corso fuor di città ma che toccheranno nei mesi futuri le terre siciliane e la cui tematica Gadrino ha già affrontato: i pazzi!
Sotto il volere di Vittorio Sgarbi, il 18 agosto scorso è stato inaugurato a Matera un museo itinerante alquanto anomalo, il Museo della Follia, dedicato interamente ad opere ideate da pazzi artisti o artisti pazzi che mi ha subito indotto in riflessione.


Gli artisti son tutti pazzi? O i migliori artisti sono i pazzi del manicomio? Del connubio difficile ma non impossibile tra arte e pazzia ho già scritto nel lontano marzo del 2010 quando visitai l’ex manicomio palermitano de “La Vignicella” sito in via La Loggia…qualcuno di voi ricorda? Dedicai due post a due mostre visitabili in contemporanea, la prima (se ci cliccate sopra vi rimando al link) ospitante le opere di 44 giovani artisti dell’Accademia delle Belle Arti della città intitolata “Il pensiero del fuori”, con la quale ognuno di loro ha voluto interpretare a suo modo il tema della pazzia; mentre la seconda, “Il mondo alla rovescia”, apriva al pubblico le vecchie stanze dell’ex manicomio, inclusive di letti, camici, strumenti per praticare l’elettroshock e, come chicca, di alcuni dipinti realizzati da alcuni folli con una forte vena artistica. Anche allora rimasi affascinato da quelle opere e anche adesso l’idea di concepire un museo-contributo a tutti coloro che hanno sostato sia come medici e infermieri che come pazienti mi affascina ma mi lascia un po’ incredulo.
Sono vissuti artisti fuori di testa come Vincent van Gogh, ma ritengo siano stati casi alquanto sporadici, e sono esistiti folli dalla grande predisposizione artistica…e allora? Io penso che il talento, di qualsiasi tipo, sia talento indipendentemente dal fatto che siam belli, brutti, antipatici, pazzi o anche ebrei o cristiani, ad esempio! Etichettare un artista come pazzo, lo rende più apprezzabile? Lo si capisce di più?
E soprattutto, cosa c’è di artistico in un medico che praticava l’elettroshock per placare gli eccessi di un malato di mente? Non era il suo lavoro?
Per chi volesse visitare il Museo della Follia nella sede di Matera, avrà tempo fino al 30 settembre 2012 e potrà farlo nelle 4 sale del suggestivo Convicinio di S. Antonio. Cosa si potrà vedere? La prima sala “Tutti Santi” è dedicata alle sculture-mummie del palermitano  Cesare Inzerillo, direttore artistico del progetto,  dove si ritrovano pazienti, dottori e infermieri, distinguibili solo dai dettagli dell'abbigliamento, ridotti a mummie; la seconda sala  “La griglia - Fotografie, dipinti e neon”, include ritratti di pazienti selezionati tra le diverse cartelle cliniche negli ex manicomi d'Italia; la terza  “Sala dei Ricordi - Oggetti abbandonati” ospita teche contenenti libri di letteratura  che hanno trattato il tema della follia nel corso dei secoli, farmaci ritrovati nei manicomi, effetti personali dei pazienti, giocattoli e disegni dal passato inquietante; nell’ultima sala è proiettato il filmato “X-day”, nel quale Franco Basaglia parla della futura legge 180 che ha chiuso i manicomi-lager.
Per quanto riguarda la Sicilia, in data da definire, il Museo della Follia, insieme con Milano e Berlino, sosterà a Trapani e credo che se ne parlerà più ampliamente.