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venerdì, maggio 16, 2014

Zummo espone alla Libreria del Mare

Sarà inaugurata domani, 17 maggio 2014 alle ore 18, presso le salette espositive della Libreria del Mare di Palermo, “Palermitani Mon Amour. Atto I”, mostra fotografica di Martino Zummo.

Il palermitano Zummo, pur avendo esposto in più occasioni non solo in Sicilia ma anche all’estero – vi segnalo, infatti, di ammirare le sue foto più significative curiosando nel suo sito - , con questa mostra celebra la sua città, coi suoi suggestivi luoghi e i suoi spesso enigmatici volti quotidiani.
Espone, infatti, fotografie scattate a partire dagli anni ’80,  ai propri conterranei, i cui occhi sono ora indulgenti, ora irati, a volte malinconici e a tratti disincantati. Proprio esercitando il grande potere di bloccare ed eternare gli attimi, negli ultimi 30 anni ha immortalato riti e i segni tangibili del trascorrere inesorabile del tempo. 
Come si lascia intuire dal titolo, all’Atto I del grande teatro che è la vita, ne seguiranno altri.
La mostra sarà visitabile fino al 29 maggio 2014 nei consueti orari di apertura della Libreria del Mare (via Cala, 50).

lunedì, maggio 12, 2014

La Notte dei Musei di Castelbuono

Per sabato 17 maggio 2014, a partire dalle 16, non prendete impegni e, invece, raggiungete Castelbuono, ridente paesino della provincia di Palermo, per prendere parte alla notte dei musei – molto all’inglese oserei scrivere! – dedicata ai “Canti, Cunti e Sciuri di Sicilia”.


Il Museo Civico, il Museo Naturalistico “Francesco Minà Palumbo”, la Biblioteca Comunale ed il Centropolis di Castelbuono, aderiscono alla notte dei musei edizione 2014,  e saranno pronti ad accogliere, con visite guidate gratuite e non solo, ondate – si spera barbariche - di visitatori.  Ad arricchire le visite guidate e aperture gratuite di vari luoghi, sarà un interessante percorso multisensoriale tra le note dei canti, dei cunti e le note profumate dei sciuri (o ciuri o fiori) di Sicilia.
Il programma avrà inizio alle ore 16, presso l’ex monastero di Santa Venera (Badia), con la mostra mercato di piante a cura dell’I.P.A.A. Luigi Failla Tedaldi; seguiranno le letture di “Proverbi e cunti” a cura della Biblioteca Comunale e la conferenza dal titolo “I fiori ed i paesaggi di Sicilia” a cura del prof. Rosario Schicchi, presso la sala delle Capriate del Castello, al termine della quale allieteranno le orecchie le musiche de A nova orquestra dal titolo “Ciuri di ciclaminu, e çiuri di inestra, sona, sona, a nova orquestra: fiori e note per una serata di maggio”.

Dalle 22 la programmazione continuerà all’interno del Castello con lo spettacolo teatrale “Magarìa. Affabulazioni siciliane” di e con Marco Manera. Concluderà il ricco programma il concerto dell’Associazione Culturale Duende “Abacu, Soffio di gelsomini. Il canto in Sicilia tra tradizione e poesia contemporanea”.

domenica, febbraio 09, 2014

Il potere della maschera alla Libreria del Mare

Maschera Dogon (Mali)
“Esiste a New York un luogo magico dove si sono dati convegno i sogni dell'infanzia; dove tronchi secolari cantano e parlano; dove oggetti indefiniti spiano il visitatore con la fissità ansiosa dei visi umani; dove animali di una grazia squisita congiungono le zampine come in preghiera, per ottenere il privilegio di costruire per l'eletto il palazzo del castoro, di fargli da guida al regno delle foche, o di insegnargli in un mistico bacio il linguaggio della ranocchia o del martin pescatore. Questo luogo, a cui metodi museografici antiquati, ma singolarmente efficaci, conferiscono il fascino ulteriore del chiaroscuro delle caverne e dell'accumulo rovinoso dei tesori perduti, lo si può visitare tutti i giorni dalle 10 alle 17, all'American Museum of Natural History: è l'ampia sala al piano terreno dedicata alle tribù indiane della costa pacifica settentrionale che scende dall'Alaska fino alla Columbia Britannica.
Non dubito che tra non molto le collezioni provenienti da questa regione lasceranno i musei etnografici per trovare posto, nei musei d'arte, fra l'Egitto e la Persia antichi ed il Medioevo europeo: infatti, si tratta d'un arte non inferiore alle più illustri, e, nel secolo e mezzo che della sua storia conosciamo, ha dimostrato una varietà superiore alla loro, ed ha messo in luce una capacità di rinnovamento che sembra inesauribile” (La via delle maschere, C. Lévi-Strauss).

Così scrive Claude Lévi-Strauss, nella celeberrima (almeno per gli addetti ai lavori) monografia “La via delle maschere”, un’accurata analisi stilistica e antropologica delle maschere rituali e cerimoniali degli Indiani dell'America nord-occidentale…viste dal vivo ma, come scrive all’American Museum of Natural History di New York.
Oggi, invece, vi annuncio con una certa emozione, che, fino al 22 febbraio 2014, anche alla Libreria del Mare, di via Cala, a Palermo, sarà possibile ammirarne da vicino (ma con uno sguardo da lontano) centinaia, provenienti da tutto il mondo, visitando la mostra “Il potere della maschera”, a cura di Marcella Croce e Laura Monasteri.


 Di legno, soprattutto, ma anche di paglia, con inserti di metallo o di perline o di conchiglia e di vario formato ma secondo un denominatore comune: maschere atte a celare un volto, o per travestirsi, svestendo la propria maschera quotidiana, maschera per avvicinare o allontanare e confondere gli spiriti durante multiformi e variegati riti di passaggio, atti a scandire il percorso di ogni vita, dalla vita alla morte, o dalla culla alla bara.
In due sole sale espositive, sarete proiettati, ad esempio, dentro atmosfere rituali tra le più disparate, attraversando molti paesi dell’Africa (come il Mali, di cui un’emblematica testimonianza è la maschera Dogon a grandezza d’uomo), o le sterminate le regioni amazzoniche del Sud America, proprio dove iniziò il lungo viaggio alla scoperta delle culture altre il mitico Lévi-Strauss.
Che aggiungere? Andate numerosi e fotografate tanto...


Titolo: Il potere della maschera

Dove: Libreria del Mare,
via Cala 50, Palermo

Fino al 22 febbraio 2014

Orari: tutti i giorni 9-13; 16-19,30


giovedì, febbraio 06, 2014

L'Ecomuseo "Mare Memoria Viva" sbarca a Palermo!

Da sabato 8 febbraio 2014, a Palermo, un nuovo museo, anzi, per la precisione, un ecomuseo, apre i battenti:  sarà inaugurato, infatti, l'Ecomuseo Urbano “Mare Memoria Viva”, uno spazio che è, come ha scritto Hugues De Varine, soprattutto un patto con il quale una comunità di persone si impegna a prendersi cura di un territorio e, in questo caso specifico, una città che si affaccia sul mare e che con esso si confronta e costantemente “dialoga”.
Due saranno le sue sedi: Arsenale della Regia Marina in via dell'Arsenale e un (si spera) rivalorizzatissimo Ex Deposito Locomotive di Sant'Erasmo in via Messina Marine. 



Tutto sabato 8 febbraio sarà interessato all’inaugurazione perché sarà articolata in due momenti:
1) alle ore 11, all'Arsenale, è prevista una tavola rotonda sul tema "Innovazione culturale, e nuovi musei del territorio" con la partecipazione di Carlo Borgomeo (Presidente Fondazione CON IL SUD), Ugo Bacchella (Fondazione Fitzcarraldo), Francesco Giambrone, Assessore alla Cultura del Comune di Palermo, Rosaria Mencarelli (MIBAC), Bertram Niessen (CheFare) e Sebastiano Tusa, Soprintendente della Soprintendenza del Mare; 

Nel corso della mattina sarà presentata l’esposizione permanente, costituita da  mappe dei quartieri che sia affacciano sul mare, filmati di interviste e vari video, fato attuali e d’epoca, finalizzati a rendere il mare, una Memoria Viva (proprio il nome dell’ecomuseo) e pulsante per la popolazione tutta.
2) alle 17 si continua con l'inaugurazione dello spazio all'Ex Deposito Locomotive di Sant'Erasmo, alla presenza del Sindaco Leoluca Orlando, cui seguiranno, fino alle 23, una serie di eventi e intrattenimenti per tutti (si rispera!) i numerosi visitatori:
-      Visite per famiglie, bambini e bambine, giochi e laboratori
-      Musica con Banda alle Ciance e Zanga Zanga
-      Racconti di mare a cura di Centro Fiaba e Narrazioni con Alberto Nicolino, Enza Piparo, Caterina Spina, Luciana Zarini
-      Tavola imbandita a cura di Le Terre di Bonifacio con Vino Lauria 

Ulteriori info sul sito del museo.

domenica, dicembre 15, 2013

Antichi Mestieri a Natale


Notizia Flash (tipo flash mob!) perché è l’invito all’inaugurazione della mostra "Antichi Mestieri a Natale", organizzata per oggi pomeriggio, 15 dicembre 2013, alle ore 17,30, nella Sala delle Armi di Palazzo Steri, sede dell’Amministrazione Centrale dell’Università degli Studi di Palermo di Piazza Marina.
Curata dalla professoressa Maria Concetta Di Natale, questa mostra rappresenta una preziosa testimonianza della sopravvivenza della grande tradizione artistica orafa ed argentiera che ha reso Palermo, in età moderna, una delle più note capitali europee dell’artigianato artistico.
A parte “distribuirvi” l’invito, aggiungo che sarà visitabile fino al 6 gennaio 2014, tutti i giorni dalle 10 alle 18; aggiungo, inoltre, che il catalogo della mostra, sia in italiano che inglese, è già disponibile on line, cliccando qui. 

giovedì, ottobre 31, 2013

Festa dei morti e Halloween...2 anni dopo!

Buongiorno a tutti...'na parola! Fino a ieri il Sole era alto e caldo(anchi si scura prima!), mentre, oggi, ahimè, pare tutto come incantato!

Oggi...OPERAZIONE RICICLO! Che ho, infatti, pensato? Poiché scrissi della festa dei Morti e di Halloween insieme ben 2 anni fa...perché ripetermi?


Se cliccate su LINK, vi riporto  a quel post (indietro nel tempo, pensate!), che ho un po' riletto e modificato in qualche parola ma quello è!


Buon lungo weekend...sia ai morti viventi che a vivi dubbiosi...ma anche a tutti gli altri!

lunedì, ottobre 28, 2013

"Il pozzo delle meraviglie" presentato oggi alla Società di Storia Patria

Notizia flash per un evento davvero imminente! Oggi pomeriggio, 28 ottobre 2013, alle ore 17,30, presso la sede della Società di Storia Patria, in Piazza S. Domenico, proprio accanto all’omonima chiesa, a Palermo, sarà presentato “Il pozzo delle meraviglie”, la riedizione integrale, tradotta dal siciliano, di Donzelli Editore, delle 300 novelle raccolte, nell’ormai lontano 1874, da una sorta – per me – di padre spirituale, il noto demopsicologo Giuseppe Pitrè. Tali novelle e racconti erano suddivise in 5 categorie, delle quali la prima includeva “fiabe di re, di principesse fatate, di draghi e mamme-draghe”; la seconda novelle, invece, “piacevolezze, motteggi, facezie, burle”; la terza comprendeva tradizioni storiche e fantastiche di luoghi e di persone; la quarta, proverbi spiegati, per la loro origine, con aneddoti e storielle; la quinta, infine, favolette e apologhi.
A curare questa edizione è  Jack Zipes, professore di Germanistica e Letterature comparate all’Università del Minnesota e grande esperto di fama internazionale di fiabe, in quanto autore di innumerevoli studi e ricerche sull’argomento, come il recente “La fiaba irresistibile” (2011), una vera e propria storia sociale e culturale delle fiabe, le quali, secondo lo studioso, svolgono un’importantissima funzione sociale poiché, è nello scarto tra realtà e fantasia che si può cogliere il senso della contemporaneità, ma anche del passato, come di Max Muller riferiva Pitrè nella sua prima edizione delle sue “Fiabe, novelle e racconti”.
Alla presentazione di oggi pomeriggio – cui vi invito a partecipare! – interverranno, per l’appunto, Jack Zipes, Antonino Buttitta, professore emerito di Antropologia Culturale dell’Università di Palermo – che è, tra l’altro, stato mio relatore di tesi di laurea – Bianca Lazzaro, traduttrice dell’Opera e Mimmo Cuticchio, che narrerà alcune fiabe tratte dai volumi mentre saranno proiettate le 18 illustrazioni del testo realizzate da Fabian Negrin.
Ulteriori info alla pagina web, dedicata al volume, della Donzelli Editore.

Buon pomeriggio!

giovedì, ottobre 03, 2013

I capitoli della città a Ballarò


Nelle quattro serate di venerdì 4 e sabato 5 ottobre, venerdì 11 e sabato 12 ottobre 2013, andranno in scena i quattro – quasi quasi questo numero me lo gioco al lotto – “Capitoli della Città”, ciclo, come recita il muto manifesto, di manifestazioni culturali, nell’Atrio della Biblioteca Comunale di Palermo, e di spettacolo ed appuntamenti di alta cucina, al Ballarò Longe Bar & Restaurant, di Piazza Brunaccini.

I quattro capitoli spettacoli saranno, nell’ordine,

4 ottobre – Le Vastasate;

5 ottobre – I mestieri;

11 ottobre – Gli eroi e i poeti;

12 ottobre – La vita di Santa Rosalia,

tutti interpretati da Salvo Piparo, Costanza Licata e Rosemary Enea e tutti con inizio alle 21, 15, dopo l’accoglienza del sassofonista Danilo Terranova.

Una full immersion nel cuore della città e delle tradizioni, insomma con un biglietto d’ingresso d’eccezione: si dovrà versare semplicemente un contributo – non siate spilorci perché altrimenti vi lasciano fuori - col quale ci si aggiudicherà un drink.
Prenotate  - è necessario - anche con un sms al numero 3288663774.


Buon divertimento!

sabato, agosto 31, 2013

Cuticchio al Pitrè per la quinta "Notte dei Musei"

Come ho anticipato sulla pagina facebook di Panormitania – che vi invito suadentemente a visitare -, ieri sera, 30 agosto 2013 alle 21, ho assistito al Cunto di Mimmo Cuticchio, nel piazzale antistante il Museo Pitrè, quinto spettacolo in programma per la rassegna “Dieci notti al museo”.


Sebbene minacciasse pioggia, non c’è stata ed, anzi, a tratti, attirata dai fari accecanti, s’udiva il malinconico canto di qualche confusa cicala…
Ad assistere al Cunto è stata una miriade di persone, molte delle quali sono accorse anzitempo anche a rimirar entrando –ma solo dall’esterno – lo spettacolo da cartolina della splendida Palazzina Cinese.


Cuticchio non ha tradito la sua fama: ha intrattenuto per più di un’ora, andando a braccio, il suo pubblico anelante con il cunto dell’inizio dell’Orlando Innamorato, famoso poema di Matteo Boiardo.


Ho deciso di condividere con voi parte di quanto visto, con l’invito di lasciar correre la fantasia...anche se blogger non me lo consente! Il mio breve filmato è relativo al momento in cui la bellissima e affascinante Angelica - tutta ca panza i fora! -, donna amata dal valoroso Orlando, arriva al palazzo di Carlo Magno...suscitando le "simpatiche" reazioni dei suoi paladini...
L'ho caricato senza inghippi sulla mia ormai famigerata pagina facebook...sono assillante?

Fantasticate molto, quindi, se lo vedrete, proprio come ci ha detto il celebre cuntista – più celebre fuori dall’Italia in verità, per sua stessa ammissione! –, che vede dentro la sua mente prima le immagini, cui aggiunge con la sua arte soltanto il "doppiaggio".


Buon week end a tutti!

sabato, giugno 29, 2013

Il Museo d'Aumale di Terrasini

Sul lungo mare Peppino Impastato di Terrasini, proprio dove i gabbiani volano basso sfruttando le correnti marine, sorge il Museo Regionale di Storia Naturale e Mostra Permanente del Carretto Siciliano di Palazzo d’Aumale, l’antico deposito del vino Zucco, prodotto nell’antico feudo omonimo, prima che fosse imbarcato per essere esportato in lidi lontani.
Sebbene il sito internet del museo sia ben congegnato, vi invito volentieri a visitarlo perché riccamente articolato e, soprattutto, vario nelle sue collezioni.


Le prime sale sono dedicate alla collezione archeologica, costituita dai ritrovamenti subacquei, soprattutto anfore di varia foggia  e forma, dei carichi di due antiche navi romane: ad arricchire la visita sono dei filmati sintetici ma assai esaustivi relativi al contenuto delle prime sale e alla scelta del peculiare allestimento.


Ampio spazio è, poi, dedicato alle tecniche tradizionali siciliane di costruzione delle navi e delle barche, con numerosi modellini, dei quali, con disegni, è documentata la complessa lavorazione delle parti fino all’assemblaggio.
Segue un’ampia sezione al primo piano del museo sui resti fossili, ossia la collezione del naturalista italiano Teodosio De Stefani, costituita da raccolte paleontologiche, malacologiche e lito - stratigrafiche e sulla nutrita biodiversità siciliana, sia faunistiche che floristiche. A colpire entusiasticamente la mia attenzione è stato l’allestimento ‘il bosco di notte’, nel quale è stato riprodotto un piccolo bosco abitato dagli animali notturni locali come l’allocco, la civetta, le martore e le rane, la cui ‘popolazione’ sta diminuendo perché, come mi ha confessato l’accompagnatore, i bambini in visita sono soliti portarsi via un piccolo souvenir del museo…


Dal primo giugno, poi, è allestita una sezione dedicata alla collezione naturalistica di Constantine Rafinesque Schmalz, un naturalista americano che, nel corso dei suoi numerosi viaggi, uno su tutti nell’isola di Giava, è pure sostato in Sicilia.
Chiude, tornando al piano inferiore, la visita la corposa collezione di carretti siciliani, delle tradizioni palermitana, catanese e trapanese, per la quale il museo è molto famoso. Questa sezione custodisce carretti di pregevolissima fattura ma anche pale e chiavi di varie epoche. Interessanti, infine, sono le ricostruzioni della bottega del pittore e del carradore.


Vi esorto, anche con la scusa di combinare un bel bagnetto nelle acque di Terrasini, magari proprio nella notissima Cala Rossa, nella quale ho postato qualche foto sulla miapagina facebook, a una visita al museo che, in quanto residenti nella provincia di Palermo, vi costerebbe solo 1 euro, ad andare e a deliziarvi del fatto che ci sono zone della Sicilia che sanno valorizzare quel ‘poco’ di patrimonio che si ritrovano.

Cosa: Museo Regionale di Storia Naturale e Mostra Permanente del Carretto Siciliano di Palazzo d’Aumale

Dove: Lungomare Peppino Impastato
A Terrasini, proprio nelle vicinanze di torre Alba e di Cala Rossa

Orari: da lun. a sab. 9-13,30; 14-18,45
Domenica 9 -13

Costo biglietto: 6 euro
1 euro per i residenti nella provincia di Palermo


Info sui biglietti e sulle collezioni al sito dedicato al museo d’Aumale 

giovedì, aprile 25, 2013

I Pupi Siciliani al Conca d'Oro


Buongiorno a tutti i naviganti, o, almeno, a quei pochi che oggi, dì festivo, mi leggeranno!


Oggi vorrei scrivervi di un singolare ma replicabilissimo evento: la mostra dei 30 pupi siciliani della collezione privata di Nino Parrucca, all’interno di una delle ‘piazze’ interne al Centro Commerciale Conca d’Oro, u centru commerciali i Zamparini. Fino al 5 maggio, infatti, dalle 9 alle 21 e dal lunedì alla domenica e persino oggi, 25 aprile 2013, sarà possibile ammirare Orlando, Ruggero, il Mago Malagigi, Angelica, persino il diavolo e tanti altri pupi siciliani della collezione privata del noto, localmente senza dubbio, ceramista e anche un po’ artista Nino Parrucca.

Tra cartelloni che fungevano da sfondo agli allestimenti improvvisati nelle piazze in anni ormai lontani, Parrucca ha appeso i nostri amati pupi siciliani, intervallando intelligentemente sostegni di ferro e ceramica, panchine decorate da giardino che ricordano al visitatore che Parrucca questi pezzi d’arredamento li produce e li vende.
Mai ammirato evento così interessante in un centro commerciale, un nonluogo che, tra i palermitani, si sta trasformando in un luogo antropologico dove trascorrere le ore libere…sebbene io non ami molto l’idea del centro commerciale, quelle volte che ci ho passeggiato dentro, ho osservato lo svilupparsi di una pratica culturale che sta prendendo campo e che penso che qualcuno avrà cominciato a studiare seriamente: moglie, marito e prole vi si recano per far la spesa e lo shopping  e in questo tutto è normale, no? Poiché statisticamente in questi luoghi son più numerosi  i negozi di abbigliamento femminile, cosa si è soliti ammirare? Una volta certi negozi apponevano sulle vetrine un ‘IO NON POSSO ENTRARE’ riferito, anticamente agli ebrei, successivamente solo ai cani e oggi… ai carrelli e ai mariti! È pratica quotidiana e normale trovare i mariti seduti di fronte il negozio preso d’assalto dalle mogli, a guardia del carrello con lo sguardo…per richiamare le antiche tradizioni, da cane bastonato! Ci avete mai fatto caso?


Ma torniamo ad Orlando e ai Paladini! Vi invito a vederli (e mi riferisco magari a quei poveri ometti che potrebbero trascorrere più piacevolmente, 'agguinzagliati' ai loro carrelli, le ore d’attesa fuori dai negozi) per non perdere  l’occasione  di  osservarli   proprio da vicino, soprattutto in una città nella quale ancora alcuni teatrini aprono soprattutto e soltanto ai turisti e dove esiste sì un teatro delle marionette ma che si filano in pochi anche perché di pupi in esposizione ce ne sono davvero pochi…

Cosa: I pupi della collezione privata di Nino Parrucca

Dove: Centro Commerciale Conca d’Oro

Fino al 5 maggio 2013

Orari: tutti i giorni, 9-21

domenica, marzo 10, 2013

Presepe e non solo al Museo Pitrè


Sebbene Natale sia finito da un pezzo e la splendida giornata di oggi odori di primavera, fino al 31 marzo nella Cappella del Marvuglia del Museo Pitrè sarà visitabile “Sculture in piccolo. Il Presepe del Matera nelle collezioni del Pitrè”, esposto secondo l’allestimento realizzato dagli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Palermo.


Sono circa 300, su un totale di 400 statuine, ad essere esposte in semicupole che riproducono ognuna una scena dal tema ben preciso: il presepe ma non solo perché c’è l’’edicola’ dedicata ai mestieri o quella della Strage degli Innocenti.
Ogni statuina è stata realizzata agli inizi del ‘700 dall’artigiano-artista trapanese Giovanni Antonio Matera il quale, giungendo a Palermo e venendo a conoscenza delle intense attività delle botteghe locali dei pasturari, decise anch’egli di realizzarne alcune usando una tecnica particolarissima: sono tutte di legno intagliato, sul quale sono state attaccate con della colla delle strisce di stoffa, opportunamente spiegazzate mentre si asciugavano.  

I mestieri

Dopo il presepe di carta a palazzo Ajutamicristo, al quale avete conferito un notevole successo, ecco questa grande opera d’arte che, all’epoca, riscosse così successo che Ludovico di Baviera, dopo avere visto le statuette della molto realistica strage degli innocenti, commissionò a Matera 200 statuine, oggi custodite caramente in un museo di Monaco.

Particolare de "La strage degli innocenti"

Spero possiate andarle ad ammirare, approfittando dell’apertura di tutto il Museo e della Palazzina Cinese accanto.

Titolo: Sculture in piccolo. Il Presepe del Matera nelle collezioni del Pitrè

Dove: Museo Pitrè
Via Duca degli Abbruzzi 1

Fino al 31 marzo 2012

Orari: mar.-dom. 9,30-18,30

Ingresso gratuito

domenica, dicembre 30, 2012

Teste di legno a Palazzo Tarallo


Nell’ambito della rassegna d’arte, musica e poesia “Palermomade”, fino al 6 gennaio 2013, a Palazzo Tarallo, proprio nel cuore di Palermo, sarà visitabile “Teste di legno”, prima mostra personale dell’artista-attrezzista Roberto Lo Sciuto.


Come si evince dal titolo, essa espone teste, piedi, mani di pupi siciliani, originariamente destinate ad essere bruciate perché nessuno o quasi le usa più, ma che Lo Sciuto ha salvato, colorato e dipinto con colori accesi e fantasiosi e assemblato in modo ironico e divertente.
Proprio in una sede storica, Palazzo Tarallo, sita tra i vicoli del mercato popolare di Ballarò, sede decentrata del Museo Pitrè, il museo delle Tradizioni Popolari Siciliane, questa esposizione eccentrica e, come oso definirla, folcloristica, trova la sua collocazione ideale e più azzeccata.


Certo, come si evince dalle immagini, al di là degli arti e teste penzolanti che sembrano quasi reali e, in certa misura, inquietanti, o che sembrano anche evocare ex-voto tradizionali, spiccano i colori sgargianti e gli assemblaggi irriverenti, come la testa di turco che esce fuori da una caffettiera o quelle che escon fuori dagli scrigni e tante altre, come quelle del “Girariosto”, quelle del candelabro o del sonaglino, posizionato tra due antiche carrozze.

Incuriositi? Certo è una tradizione rivista che suona un po’ troppo alternativa e fracassona e non nascondo di aver percorso guardingo via delle Pergole, una via multicolore perché ormai multirazziale e alquanto degradata, ma ritengo che meriti d’esser rimirata.

Titolo: Teste di legno
Fino al 6 gennaio 2013
Orari: da martedì a domenica 9,30-18,30
Ingresso gratuito

N.B.1 Il personale in sede distribuisce gratuitamente il catalogo della mostra.
N.B.2 Contestualmente alla mostra è visitabile “Album 388°”, esposizione di foto tutte scattate durante l’ultimo Festino di S.Rosalia.

domenica, dicembre 16, 2012

La rappresentazione del presepe - Parte II

Come preannunciato la scorsa domenica, sono tornato a visitare la mostra "La rappresentazione del presepe" di Matteo Brandi, al Teatro Politeama di Palermo, attualmente in corso, di cui vi offro una decente sequenza di immagini, qualora non siate andati, numerosi, a vederla.


In tale occasione, mi sono pure complimentato calorosamente con l'ideatore dell'opera, aiutato solo dal ceramista Filippo Leto, che ha realizzato alcune statuine e che, contestualmente alla mostra di Brandi, presenta la sua "Praesepe", nella quale espone dei presepi e delle natività collocate in sfondi "famosi" come lo Spasimo o varie chiese locali. Orari e periodo di apertura sono identici all'esposizione oggetto del post.

Ecco alcune immagini:
1) l'Annunciazione a Maria, mentre è intenta a lavare e stender panni;


2) Maria incinta e Giuseppe, nel corso della notte di Natale, cercano alloggio in una casa a Betlemme, da dove si intravede un interno riccamente rifinito di mobili, stoviglie e persino un forno acceso;


3) nato il bambinello, la coppia torna a Nazareth, passando davanti il tempio;


4) molti sono gli scorci di aree abitate, con vive attività commerciali ad ogni angolo;


5) tra le scene di vita adulta di Gesù, spiccano le nozze di Cana;


6) chiudo con la scena del tradimento di Giuda, all'interno del bosco degli ulivi;


Buona settimana!

domenica, dicembre 09, 2012

La rappresentazione del presepe di Brandi al Politeama Garibaldi


Da oggi, 9 dicembre 2012, al 6 gennaio 2013 sarà visitabile nella Sala degli Specchi del teatro Politeama di Palermo  “La rappresentazione sacra del presepe”, una personale un po’ insolita di un’artista-artigiano d’eccezione, tal muratore palermitano di nome Matteo Brandi.  


Da ormai tanti anni Brandi, dopo ogni faticosa giornata di lavoro, dedica le sue nottate alla realizzazione di una giganteggiante opera, realizzata coi materiali più vari, dalla terracotta al cartone, dal gesso al polistirolo, che possa rappresentare, immaginata come un lungo e tortuoso cammino, la storia della vita sulla Terra di Gesù Cristo: dall’annunciazione dell’arcangelo  a sua madre, Maria, vediamo, spostandoci gradatamente dentro la sala, prima la coppia, poi, dopo la scena del presepe con personaggi mobili, la Sacra Famiglia verso l’Egitto fino ad arrivare a Gesù Cristo adulto sul tavolo della famigerata ultima cena e alla scena del tradimento di Giuda nel monte degli ulivi.


Una ricostruzione storica composta di tante stazioni, non a caso, un po’ come quelle della Via Crucis, modellate con passione e dedizione da un fervente e accorato credente.
Da visitare e rivisitare…proprio come farò io, magari incontrandovi (sebbene io sia sempre sotto mentite spoglie!), dato che il mio caro uovo-fotografo, il mio compare Philosophegg ha scattato foto che lasciano a  desiderare…sarà forse stato il maxi pranzo che si era pappato e che era per giunta 'mbriaco?

Titolo: La rappresentazione sacra del presepe

Dove: Teatro Politeama, Sala degli Specchi

Da: 9 dicembre 2012 a: 6 gennaio 2013

Orari:  tutti i giorni 10-14; 16-20
Esclusi i giorni del 24, 25, 26 dicembre, 31 pomeriggio e 1 gennaio mattina

Ingresso gratuito

domenica, dicembre 02, 2012

Affacciati al "barcone" bella mia!


Buona domenica a tutti (beh, a me che son sveglio da un pezzo di sicuro considerato che molti vanno a nanna alle prime luci dell’alba e s’alzeranno dal letto a pomeriggio inoltrato!)!
Oggi è il mio giorno dedicato ai voli pindarici…insomma il giorno in cui passo di palo in frasca!
Giorni fa mi sono soffermato ad osservare il mio calendario: oltre a notare giorni su giorni in cui il nero si alterna a poche macchie di rosso, ho guardato con attenzione l’immagine soprastante…si, pensate bene! Ho uno di quei calendari coll’immagine di un paesaggio che cambi di mese in mese!
Raffigurava uno scorcio dell’Isola d’Elba: tante palazzine colorate una accanto all’altra che guardavano il mare al tramonto. Fissando attentamente ciascuna palazzina, sebbene, all’inizio, volessi sbirciare dentro le finestre e scoprire una qualche donnina seminuda, alla fine…una lampadina mi si è accesa dentro alla testa! Cosa ho notato invece? Di bonazze nude manco l’ombra…ma non c’era quasi manco l’ombra di un balcone!  Tutte le facciate, a meno di qualcuna, erano ricoperte di finestre e mancavano i balconi! Immaginate il mio stupore?...beh, ritengo di no perché le vostra vite continuano uguali come sempre anche se non lo sapete!
Da quel momento sono sprofondato in riflessione, operando un’analisi antropologica del…balcone! Girando per le vie di Palermo, avete mai visto case e appartamenti privi di balcone o barcone come osano pronunciarlo alcuni? Io mai! Ci sono sì case con molte finestre ma il balcone è elemento fisso!
Navigando col barcone on line mi sono chiaramente reso conto che esso è un elemento architettonico tipico dell’area euro-mediterranea: in muratura, di ferro (a Palermo molti palazzi nobiliari sette-ottocenteschi sfoggiano in bella posa i famosi balconi a petto d’oca ad esempio), di legno in qualche caso(le baite in montagna, no?)…insomma cambiano le forme e i materiali ma il balcone c’è sempre.


Perché? Perché uno spazio di grande socializzazione. È parte di un edificio privato, di una casa, nel senso di “home”, ma, allo stesso tempo, è uno sbocco sul pubblico, un punto di incontro e di scambio con l’alterità. Avete mai notato i tipici vicoli o quartieri periferici palermitani? È prassi trovare, soprattutto d’estate, crocicchi di persone sedute davanti alla porta che scambiano parole coi passanti e vicini, componenti di una grande famiglia. Il balcone, nei piani rialzati svolge la stessa funzione: apri la serranda o la persiana e compi qualche passo in fuori, ti sporgi e dallo spazio sia domestiche che sociale incontri il mondo e ne diventi parte.
Conosco gente che passa ore ed ore affacciata al balcone che non solo osserva il mondo ma diventa soggetto attivo con la sua presenza fisica in prima fila: il balcone diventa un palcoscenico aperto e i passanti sono spettatori attivamente partecipi.
La finestra rappresenta ben altro perché da essa osservi ma è difficile che tu sia osservato perché è facile celarsi. È un punto privilegiato sul mondo ma è più un retroscena perché basta una tenda e diventi una spia.
Da chi abbiamo ereditato il balcone, sia come elemento architettonico e quindi fisico che come frontiera tra pubblico e privato, interno e esterno? Ma che domande! Dai Romani.
I romani edificavano case di 2 tipi: le domus, dei ricchi tutte chiuse su se stesse ma con un atrio centrale e accessibile solo dalla famiglia; le insulae, una sorta di grandi condomini dell’antichità.
Le insulae erano dei veri e propri micromondi: al piano terra sorgevano per lo più botteghe e negozi, nei primi piani vivevano i benestanti, spesso proprietari delle botteghe e negozi; ai piani più alti, come si potrà immaginare, vivevano i poveracci che subaffittavano stanze e stanzini e persino i pianerottoli. Più famiglie popolavano gli stessi appartamentini, nei quali non esisteva la privacy e…le finestre! Poiché il vetro era costosissimo, si prendeva aria da finestre prive di telai e vetri e tende, che rassomigliavano a veri e propri balconi.
I balconi sono centri di socializzazione tipici delle aree anticamente abitate e conquistate dai romani, luoghi simboli dell’incontro e dello scambio…sarà questo il motivo per cui, più a sud si va, più la gente è cordiale e caciarona?
Buona continuazione di giornata!

mercoledì, ottobre 31, 2012

Monachicchi e munacheddi

Oggi è la vigilia di Ognissanti e, da qualche tempo, anche il giorno di Halloween. Come vi scrissi lo scorso anno, proprio nello stesso periodo, a voi la scelta! Viviamo, infatti, in un’era di cambiamenti repentini e costanti e, purché non si rinneghino le proprie origini e i propri trascorsi, sono dell’avviso che il “nuovo” possa adagiarsi e convivere col “vecchio” in tenera armonia.

Poc’anzi, mentre andavo in giro per negozi di giocattoli a scegliere i doni per i nipoti, ripensavo a quando ero bambino e i miei genitori mi portavano alla Fiera dei Morti, che, all’epoca (lontana ma non lontanissima!) sorgeva in zona Champagneria, proprio nei vicoli di fronte il teatro Massimo: quante bancarelle e quanti giocattoli adocchiavo, speranzoso che i morti intercettassero i miei pensieri e desideri e mi facessero contento anche per quell’anno! Caspita, ci indovinavano sempre!


Nel pensarli, mi incutevano un po’ di timore reverenziale ma che amici erano!

Come spero ricorderete, ho dedicato lo scorso post a Carlo Levi, il suo Cristo che si fermò ad Eboli ma non raggiunse Gagliano e, con dovizia di particolari, ai monachicchi. Per voler sostare sul tema delle somiglianze culturali sia formali che sostanziali tra culture, solo apparentemente, diverse vorrei riportarvi quanto ha scritto Giuseppe Pitrè, riprendendo un appassionato di tradizioni popolari siciliane, Salvatore Raccuglia, sugli equivalenti spiriti nostrani, i munacheddi o mammucchi (che mi fa pensare ai marmocchi).

Il Mammucca (m'amucca, ovvero mi prende, mi nasconde) «sarebbe il tipo del monello capriccioso, che prova un gusto matto nel nascondere gli oggetti, annientando, talvolta, la maggiore potenza visiva di chi li cerchi e li abbia proprio dinanzi gli occhi» mentre i munacheddi sono due monelli, il primo dei quali nasconde gli oggetti, il secondo, invece, è più irrequieto e chiassoso perché suona il campanello o lascia cadere la polvere dalla soffitta.

Cosa recita la tradizione quando il munacheddu nasconde le cose? Esorta a smettere di cercare pieni di foga e nervosismo perché sarà il munacheddu stesso, tornato amico, a far ritrovare come nulla fosse l’oggetto tanto desiderato.