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mercoledì, settembre 24, 2014

Acqua, Aria, Terra, Fuoco alla Galleria 71

Sarà inaugurata venerdì 26 Settembre 2014 alle ore 18, presso la galleria d’arte Studio 71, a Palermo la collettiva “Aria, acqua, terra, fuoco”. 
Sono quattro gli artisti e interpreti, come quattro gli elementi naturali, che danno il titolo all’esposizione: Antonella Affronti (acqua), Maria Pia Lo Verso (aria), Gilda Gubiotti (fuoco) e Franco Mineo (terra).
Aria - M.P. Lo Verso
Riprendendo alcuni stralci del testo critico di Vinny Scorsone, curatrice della mostra,  per Antonella Affronti l’acqua è il mare con le sue maree, le sue devastazioni e la sua forza corrosiva e dirompente, ma è anche l’acqua della vita, il liquido amniotico che ci ha alimentato nei nostri primi mesi di vita;  l’aria di Maria Pia Lo Verso è l’Aria di Anassimene, è il vento che sospinge le nuvole, le sfalda o le aggrega.
Gilda Gubiotti, invece, accende le sue tele sia con il fuoco naturale dei vulcani sia con il fuoco provocato dall’uomo. Una peculiarissima visione dell’elemento Terra è, infine, offerta da Franco Mineo, per il quale Terra e Uomo entrano in una sorta di simbiosi nella quale a prevalere è il secondo.
Fuoco - F. Mineo
In una costante alternanza di colori ora freddi ora colori caldi, questa esposizione si offre come una ricerca continua del sé e delle radici più profonde in un viaggio a ritroso nel tempo e nello spirito.
Si ricorda che, dalle 18 alle 20 di venerdì 26 settembre, l’arpa celtica di Antonella Calandra allieterà con le sue note i visitatori delle mostra.
La mostra sarà visitabile dal 26 settembre appunto fino all’11 ottobre 2014, tutti i giorni, dalle 16,30 alle 19,30.
Sabato 11 ottobre 2014 in coincidenza della giornata AMACI (Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani) la Galleria Studio 71 rimarrà aperta tutto il giorno.

venerdì, maggio 16, 2014

Zummo espone alla Libreria del Mare

Sarà inaugurata domani, 17 maggio 2014 alle ore 18, presso le salette espositive della Libreria del Mare di Palermo, “Palermitani Mon Amour. Atto I”, mostra fotografica di Martino Zummo.

Il palermitano Zummo, pur avendo esposto in più occasioni non solo in Sicilia ma anche all’estero – vi segnalo, infatti, di ammirare le sue foto più significative curiosando nel suo sito - , con questa mostra celebra la sua città, coi suoi suggestivi luoghi e i suoi spesso enigmatici volti quotidiani.
Espone, infatti, fotografie scattate a partire dagli anni ’80,  ai propri conterranei, i cui occhi sono ora indulgenti, ora irati, a volte malinconici e a tratti disincantati. Proprio esercitando il grande potere di bloccare ed eternare gli attimi, negli ultimi 30 anni ha immortalato riti e i segni tangibili del trascorrere inesorabile del tempo. 
Come si lascia intuire dal titolo, all’Atto I del grande teatro che è la vita, ne seguiranno altri.
La mostra sarà visitabile fino al 29 maggio 2014 nei consueti orari di apertura della Libreria del Mare (via Cala, 50).

lunedì, aprile 21, 2014

3 mostre all'Orto Botanico fino 27 aprile 2014

Salve a buona Pasquetta a tutti voi, temerari passanti! Sarò breve ma incisiva!
Nell’ambito della rassegna “Pasqua 2014, Cultura consapevole”, organizzata dall’Università degli Studi di Palermo, sorta di riproposizione di “Le vie dei tesori” di primavera, all’Orto Botanico saranno visitabili fino al 27 aprile 2014 ben 3 mostre…e scrivo proprio 3!
Andiamo in ordine di “abbondanza”!


La prima esposizione, realizzata in collaborazione con la Galleria La Piana di Palermo, è “Dialogo”, una piccola serie di scene pittoriche di Tommaso Chiappa, artista palermitano trapiantato al nord.
Chiappa riproduce soprattutto scorci naturali, che dialogano perfettamente con la flora dell’Orto ma anche figure umane, per lo più di spalle, alla ricerca di una comunicazione con la natura o, forse, di una riappropriazione con la stessa.


La seconda esposizione è “Storie di carta”, collettiva sia di disegni con tecnica mista su carta, sia di fotografie tutte intorno al tema della figura umana. Gli artisti a esporre sono Rossella Buscemi e Salvatore Di Martino, coi loro disegni di grafite su carta, e Giovanna Fraterrigo, con le sue spesso enigmatiche e malinconiche fotografie.
Ultima esposizione è l’opulenta “Cose d’altri tempi”, la megacollezione privata di Gesualdo Adelfio e Francesco D’Attardi, includente oggetti di vario tipo, frutto di un’appassionata  e passionale raccolta iniziata almeno 40 anni fa.


Cosa include? Oggetti di varie fogge e forma, molti risalenti alla fine dell’800 e ai primi del ‘900: dai giocattoli e salvadanai, alle preziose stilografiche o ai preziosi santini o ai cataloghi promozionali di negozi palermitani, molti dei quali non esistono più o, soprattutto i calendari profumati dei barbieri, cui Adelfio e D’Attardi hanno dedicato ben due volumi fotografici: Profumo d’altri tempi e Profumo d’altri tempi a Palermo.


Ho dedicato solo poche righe a quest’ultima mostra perché vi consiglio vivamente d’andare a vederla, per dialogare coi due collezionisti, che vi guideranno per tutto il percorso espositivo svelandovi aneddoti e curiosità.



Titoli: Cose d’altri tempi, Storie di Carta, Dialogo
Dove: Orto Botanico
Via Lincoln 2, Palermo
Fino al 27 aprile 2014
Orari: tutti i giorni 9-19
Ingresso gratuito  


N.B. Caricherò qualche altra foto su “Cose d’altri tempi” sulla pagina facebook di Panormitania.

lunedì, aprile 07, 2014

Viaggio in Islanda

Nell’ambito della rassegna “Isole del mondo”, domani 8 aprile 2014, alle ore 18, Giuseppe Anzaldi partendo idealmente dalla Libreria del Mare, di via Cala 50, a Palermo, ci accompagna alla scoperta de “Islanda, l'antica Thule là dove finiva il mondo”, una video proiezione di foto e brevi filmati che offrono una panoramica sulle bellezze, sia naturalistiche e paesaggistiche sia curiosità culturali dell’Islanda.

Il titolo dell’incontro paragona l’Islanda alla mitica ed estrema Thule, terra leggendaria di fuoco e di ghiaccio nella quale il sole non tramonta mai, menzionata per la prima volta, nel II secolo a.C., dall’esploratore greco Pitea, poi da Antonio Diogene e da Virgilio.

La proiezione, accompagnata dal commento e dalle curiosità di Giuseppe Anzaldi, sarà l'occasione per girovagare con la fantasia per questa terra, perché lontana geograficamente, misteriosa e affascinante, un'isola dove la terra, l'acqua, l'aria e il fuoco si manifestano insieme in tutta la loro forza e bellezza generando i geyser, manifestazioni del vulcanismo secondario che generano getti d’acqua che, ad esempio, nello Strokkur, arrivano all’altezza di 20 metri.

venerdì, aprile 04, 2014

Obiettivo Birmania al museo delle marionette di Palermo

Sarà inaugurata alle ore 19 di domani, 5 aprile 2014, al museo delle marionette “A. Pasqualino” di Palermo, “Obiettivo Birmania”, mostra fotografica di Marcella Croce.
L’esposizione si compone di sole 8 semplici didascalie e 26 foto, tra le più rappresentative della Birmania, considerata la quintessenza dell’Asia: in essa sono immortalate le foglie di betel disposte artisticamente, il gregge di papere portato al pascolo, la barca del lago Inle remata con il piede, la tonaca, che si riflette nei colori rosso oro della pagoda, del monaco questuante, le magie e lo splendore dei templi di Bagan.

Tra le foto, spicca per la sua opulenza quella dei fedeli aggrappati al Golden Rock, ossia la pagoda o stupa Kyaiktiyo, il terzo più importante luogo di pellegrinaggio buddhista dello stato della Birmania,  famoso per l’enorme masso di granito interamente ricoperto da lamine d’oro.  In birmano, però, il termine Kyaiktiyo, che significa “pagoda sulla testa di un’eremita”, evoca una leggenda che ha tra i suoi protagonisti Siddartha Gautama.

Durante uno dei suoi numerosi viaggi, Siddharta donò una sua ciocca di capelli a un eremita che la nascose fra i suoi per tenerla al sicuro, fino a quando la donò al re col preciso desiderio che essa fosse custodita come reliquia sotto di una roccia che avesse le sembianze della testa dell'eremita. Trovata la roccia giusta sul fondo del mare, essa fu collocata sul monte Kyaiktiyo, dove si sarebbe dovuto costruire un reliquiario per contenere la ciocca di capelli, posizionarvi sopra la pietra e costruire una pagoda al di sopra della roccia. Secondo la leggenda è proprio questa ciocca di capelli che mantiene salda la roccia e le impedisce di rotolare giù.

La mostra sarà visitabile fino al 19 aprile 2014, dal lunedì al sabato, negli orari 9-13 e 14,30-18,30.

L’ingresso alla mostra è gratuito. 

mercoledì, dicembre 18, 2013

Cronaca di una...mostra annunciata, anzi 2!

Avete ragione tutti! Il titolo dell’odierno post è, volutamente, l’eco distorta del famoso “Cronaca di una morte annunciata”, romanzo tra i più conosciuti di Gabriel Garcia Marquez e il motivo di ciò è presto scritto. Il mio post è, infatti, dedicato alla morte di un pomeriggio dedicato a far incetta di mostre che non ho visto!
Vado al sodo, dato che molti di voi speravano di trovare una decente presentazione con foto di almeno un’esposizione.
La prima falla si chiama “Toilet Paper. L’arte del quotidiano”, visitabile, per modo di dire, fino all’11 gennaio 2014, presso la VueDu factory…un negozio d’abbigliamento di via Sperlinga! Sono rimasta addirittura fuori perché negli esigui spazi del locale, pieno zeppo d’abiti che indossano solo certi “tipi sociali” – son reticente a riguardo – si intravedevano angoletti dedicati all’esposizione di tovaglie e piatti e scatolame vario.
Mi ero recata con entusiasmo in via Sperlinga ma, dopo avere letto che la mostra era nata dall’incontro tra l’azienda italiana di design, Seletti e Toiletpaper, il magazine di sole immagini di Maurizio Cattelan e Pierpaolo Ferrari (del quale vi rimando al conturbante link) ed avere pure letto che era stata esposta al Moma di New York e presentata in anteprima mondiale al Salone del Mobile di Milano in aprile, m’è calato l’entusiasmo.
La seconda falla si chiama "Burn", collettiva di fotografia, pittura e design visitabile fino al 29 dicembre 2013, presso Villa Filippina. La mostra, ad ingresso gratuito come la precedente, dovrebbe proporre 12 opere che fanno parte di un ciclo dedicato al vulcano ed al suo paesaggi, entrambi temi comuni nella produzione artistica di Demetrio Di Grado, Francesco Ciancitto e Andrea Branciforti.
La delusione da cosa è nata? Le fotografie scattate nei dintorni dell’Etna da Ciancitto sono visibili gratuitamente in una piccola saletta attigua al Planetario, che ospita il resto della mostra sicché, ecco la genialata, per vederla devi pagare il costo del biglietto per visitare il primo….alla faccia dell’ingresso gratuito.
Per gli interessati, ecco una sintesi sulle due mostre:

Titolo: Toilet Paper. L’arte del Quotidiano
Dove: VueDu Factory
Via Sperlinga 32, Palermo
Fino al 11 gennaio 2014
Orari: lunedì 16.00 -19.30; martedì - sabato 9.30 -13.00 e 16-19,30
Ingresso gratuito


Titolo: Burn
Dove: Villa Filippina
Piazza San Francesco di Paola 18, Palermo
Fino al 29 dicembre 2013
Orari: tutti i gironi 17,30-22

Ingresso gratuito? Dipende da cosa!

martedì, ottobre 01, 2013

Dal Centro alla Periferia a Palazzo Ziino

Sarà visitabile fino all’imminente 5 ottobre 2013 – come si scrive, meglio tardi che mai! –, nelle sale del secondo piano di Palazzo Ziino, “Centro/Periferia. La creatività cambia il mondo. Un viaggio nei nostri territori”, la mostra collettiva dal nome più chilometrico che il vostro Rino abbia mai visto.

Opera di T. Brassesco e L. Passi Norberto
In essa espongono artisti under 35, sia italiani che non, tutti partecipanti al concorso internazionale Federculture per giovani artisti, tutti vogliosi di trasgressione. Tante le tecniche, soprattutto pittoriche, nelle quali si emulsionano armonicamente le classiche tele insieme con carta, terra, smalti, vernice, le fotografie illusoriamente si trasformano in veri e propri quadri dipinti, come quelli di Tania Brassesco e Lazlo Passi Norberto, oppure la scultura abbandona i suoi classici materiali e inizia a cucire insieme stoffe, come nelle originalissime opere della siciliana Elisa Nicolaci.

Maria Signorelli in un quadro - Elisa Nicolaci

Ad aprire l’esposizione è, infine, tanto per rimescolare le carte e fare l’alternativo pure io, è una composizione dal titolo “Qualcuno non sia solo” di Daniele Franzella, nella quale un gruppo di personaggi circensi osservano con un misto di incredulità e disappunto l’osservatore appena giunto come a voler significare che un tempo tu eri lo spettatore e noi il fenomeno da baraccone da guardare, mentre, ora, le cose sono cambiate e tutto è messo in discussione perché ogni cosa può divenire arte, basta solo che tu la chiami tale...il giudizio è solo vostro.

Qualcuno non sia solo - Daniele Franzella

Titolo: Centro/Periferia
Dove: Palazzo Ziino
Via Dante 53
Fino al 5 ottobre 2013
Orari: lun.-sab. 9,30-18,30

Ingresso libero

domenica, giugno 16, 2013

Le foto di Morello su Petra a Palazzo Sambuca

Sarà visitabile fino al 23 giugno 2013, nella suggestiva ex cavallerizza di palazzo Sambuca, “Petra”, mostra fotografica di Paolo Morello.


Arrivare davanti palazzo Sambuca, è stato un po’ come reincarnarsi  nel giovanissimo pellegrino John Ludwig Burckhardt  - Cheikh Ibrahim, il quale, nel 1812, mentre, pellegrino, seguiva la strada che collegava Damasco all’Egitto, passò per la Giordania e, quasi per caso, scoprì la splendida e l’allora incontaminata Petra, l’antica capitale dei Nabatei e oggi una delle sette meraviglie del mondo. Era, infatti, sabato pomeriggio quando ho raggiunto palazzo Sambuca, dopo aver percorso una via Alloro deserta e i vicoli adiacenti sprofondati in un silenzio irreale.



Rileggendo proprio le pagine di Travels in Syria and the Holy Land, pubblicato nel 1823, dal già citato Burckhardt, lo storico della fotografia e fotografo, collezionista ed editore Paolo Morello è tornato secoli dopo su uno dei siti archeologici più visitati e più sognati al mondo, ripercorrendo gli splendidi paesaggi rocciosi di arenaria dal colore cangiante, con sfumature dal giallo ocra al rosso fuoco al bianco.

Qui sorgono ancora resti di antichi edifici e, soprattutto, tombe ricavate nelle rocce.


Arrivare davanti palazzo Sambuca, è stato un po’ come reincarnarsi  nel giovanissimo pellegrino John Ludwig Burckhardt  - Cheikh Ibrahim, il quale, nel 1812, mentre, pellegrino, seguiva la strada che collegava Damasco all’Egitto, passò per la Giordania e, quasi per caso, scoprì la splendida e l’allora incontaminata Petra, l’antica capitale dei Nabatei e oggi una delle sette meraviglie del mondo. Era, infatti, sabato pomeriggio quando ho raggiunto palazzo Sambuca, dopo aver percorso una via Alloro deserta e i vicoli adiacenti sprofondati in un silenzio irreale.

Sarà visitabile fino al 23 giugno 2013, nella suggestiva ex cavallerizza di palazzo Sambuca, “Petra”, mostra fotografica di Paolo Morello.

La mostra consta di foto di grande formato, tutte in bianco e nero, riproducenti edifici e scorci sia di rocce sedimentarie che di antichi monumenti e tombe.
Data la grande maestria ed esperienza di Morello, non sembrano affatto foto ma sbiaditi dipinti e basso rilievi con effetti tridimensionali davvero esemplari.
Quel che colpisce ulteriormente il visitatore è, nel complesso, l’allestimento tutto: le foto artistiche di Morello e il sito con pareti grezze e grigie colonne, stabiliscono un connubio perfetto che, almeno nel mio caso, lasciano il visitatore a bocca aperta.
Nota dolente è la figurina all’ingresso: espressione più scocciata che sognante e per nulla partecipe…a discolparla è il vicolo, popolato da gente che conosce poco e male l’italiano.

Titolo: Paolo Morello. Petra

Dove: Palazzo Sambuca
Via della Vetreria 64

Fino al 23 giugno 2013

Orari:  tutti i giorni, 10,30-13; 16,30-21,30


Ingresso libero

domenica, febbraio 24, 2013

Frammenti urbani al Loggiato


Inaugurata appena due giorni fa, il 22 febbraio, sarà visitabile solo fino al 28 febbraio 2012, al Loggiato San Bartolomeo, “Frammenti Urbani”, personale fotografica di Daniele Cusimano.


Si compone di 24 foto di medio formato, tutti riproducenti scorci architettonici nostrani, tra i quali ho riconosciuto “Alcatraz”, il mastodonte di cemento armato che è il plesso di Biologia & co. dentro la Cittadella Universitaria di Palermo, inconfondibile  per il suo grigiore dritto oppure l’edificio del circolo dei canottieri della Cala o, ancora il colonnato “classicheggiante” (d’epoca fascista) dell’edificio delle Poste Centrali, di via Roma mentre si riflette su una vetrina.
Scorci e dettagli urbani, in cui, talvolta, compaiono tipi umani, intenti a portare avanti la quotidianità.
L’aspetto suggestivo è che per scorgerli, gli scorci(mi piace l’assonanza), bisogna cercarli con una torcia in mano, in una sala oscurata per l’occasione, in modo che il quotidiano appaia, per l’appunto, in una luce diversa e catturi completamente l’attenzione del meno distratto visitatore.


Titolo: Frammenti urbani

Dove: Loggiato San Bartolomeo
Corso Vittorio Emanuele 25

Fino al 28 febbraio 2012

Orari: mar. sab. 9-13; 16-19; domenica 9-13

Ingresso libero

martedì, giugno 05, 2012

Silenzi notturni di Biscardi alla Mondadori di Palermo


Fino al 15 giugno 2012, nello Spazio Eventi del IV piano del Mondadori Multicenter di Palermo, sarà visitabile Silenzi Artificiali, mostra personale del fotografo palermitano Giancarlo Biscardi.
Questa breve ma intensa esposizione riunisce riproduzioni di scatti fotografici di medio formato tutti accomunati da un denominatore comune: la notte. È di notte, infatti, che Biscardi ha percorso in lungo e in largo strade  e vicoli cogliendo particolari spaziali spesso anonimi ma che il suo tocco ha reso significativi. Oltre a limitarsi a cogliere, però, il fotografo ha, nel tentativo di fissare staticamente il movimento naturale delle cose, creato nuove realtà ed immagini, inimmaginabili ad occhio nudo. Un esempio di ciò è rappresentato dalla foto che accompagna il mio post odierno: sono fari d’auto che illuminano la notte nera? Oppure lucciole libranti? O forse ancora monete dorate lanciate per aria? O, come mi piace immaginare, sono foglie autunnali che danzano dolcemente mentre, cadute dai rami che le tenevano ancorate,  esultano per la conquistata libertà…anche se illusoria.
Titolo: Silenzi Artificiali
Dove: Mondadori Multicenter,
via Ruggero Settimo 16

Fino al 15 giugno 2012

Ingresso libero

N. B. Oltre che visitare materialmente la mostra, è possibile scaricarne il catalogo dal sito di Giancarlo Biscardi.

martedì, aprile 24, 2012

Vista per voi: Conversazioni di Gristina a Palazzo Jung

Sarà visitabile fino a sabato 28 aprile, nelle sale espositive di Palazzo Jung, in via Lincoln, a Palermo, “Conversazioni”, esposizione personale di Giorgio Gristina.
Questa mostra, che riunisce circa 125 opere di vario genere e tipo del pittore, scultore e scenografo siciliano, riunisce circa 125 tra le opere più rappresentative di un percorso durato 4 anni, a partire dal 2008, nel corso del quale, dopo essersi trasferito per un anno a Capo d’Orlando, l’artista si è confrontato con nuove realtà, siano esse cose o persone, che l’hanno arricchito e indotto in riflessione.
A Capo d’Orlando ha, ad esempio, scoperto l’argilla vulcanica, con la quale ha modellato varie ancestrali figure, delle quali (ahimè!) la sale mostrava delle riproduzioni fotografiche.   
Gran parte delle opere esposte sono degli acquarelli su carta di grande formato che si ispirano, fanciullescamente, allo stile e tecnica e donne di Henry Matisse, del quale l’artista pare essere un grande estimatore.
Tutto un angolo della sala è dedicato, invece, alla sezione Miniature, mediante la quale Gristina manifesta la possibilità realizzata da lui e dal compositore Francesco Di Fiore, di stabilire un forte sodalizio tra disegno artistico e musica: mentre, ogni sabato del 2011, Di Fiore si esibiva con le sue Miniature, sue composizioni per pianoforte, Gristina le ha trasformato, interpretandole con fantasia, in immagini.
Non mancano, in ultimo, i documenti grafici e fotografici di 5 sue scenografie realizzate in più luoghi, a Palermo: alludo, per esempio, alle istallazioni presso il Duomo di Cefalù o alle scenografie e costumi dello spettacolo “PseudoPitagora” realizzati nell’ambito di “Esperienza Insegna”.
Note negative? Avrei valorizzato di più alcune opere riservando loro spazi più ampi e, come anticipavo prima, avrei portato in sede espositiva qualche esempio di scultura realizzata con l'argilla vulcanica, che ritengo sia la parte più interessante di questa personale.
Foto panoramica delle ceramiche di argilla vulcanica
Dovrei, infine, tacere, ma non lo faccio a proposito della figurina lì presente: anche se non ci fosse stata, non ci saremmo accorti della sua assenza.
Titolo: Conversazioni. Personale di Giorgio Gristina
Fino al 28 aprile
Dove: Palazzo Jung,
via Lincoln 73
Orari: lun.-ven. 10-13; 16-19
Sab. 10-12,30

Ingresso libero

sabato, aprile 07, 2012

2 mostre in dirittura d'arrivo al Loggiato

In questi giorni, al Loggiato San Bartolomeo, stanno per chiudere ben 2 esposizioni delle quali ho deciso ugualmente di scrivervi perché meritevoli d’essersi viste per il tema così “attuale” la prima, intitolata non a caso “Scenari di Risurrezione” al piano terra mentre per la sontuosità delle forme la seconda che reca il titolo di “Archi Celesti” dislocata dal primo al terzo piano dell’edificio.
Foto di due Diavuli di Prizzi (Pa)
Si chiude domani, 8 aprile 2012, come già anticipato, “Scenari di Risurrezione”, una raccolta di riproduzioni di 40 foto di medio e alcune di grande formato sulla Settimana Santa a Palermo e provincia (vedi i Diavuli di Prizzi in foto o le giovani donne agghindate secondo il costume tradizionale a Pina degli Albanesi) e in varie altre località dell’Isola. Sono le impressioni che il giovane fotografo palermitano Mario Virga ha avuto e ha deciso di cogliere con la sua macchina andando in giro in un momento così suggestivo e molto sentito dai suoi conterranei.
Titolo 1: Scenari di Risurrezione
Fino all’8 aprile

Opera in gesso di Giuseppe Cuccio

Si chiude, invece, per Pasquetta, il 9 aprile, “Archi Celesti”, personale dello scultore e insegnante di Arti Plastiche palermitano Giuseppe Cuccio. Tale esposizione include numerosi disegni di nudi femminili e svariate sculture in gesso, terracotta e bronzo di vario formato di teste, busti e interi corpi in movimento e spesso nell’atto di compiere azioni e gesti così fuggenti che solo uno scultore sarebbe riuscito ad eternare.
Spiccano, senza ombra di dubbio, le opere del terzo ed ultimo piano, di cui offro uno foto panoramica: sono teste e torsi nudi che rinviano immediatamente, per la verticalità, i volumi così compatti e così squadrati alla Grecità arcaica ma che evocano le forme e i volumi così esotici ed ancestrali dei monoliti dell’Isola di Pasqua.

Panoramica su alcune opere di Cuccio
 Titolo 2: Archi Celesti


 Fino al 9 aprile

 Dove: Loggiato San Bartolomeo
 via Vittorio Emanuele 25
 Orari: oggi 16-19,30; dom. e lun. 9-13


 Ingresso libero

domenica, aprile 01, 2012

Flussi e riflussi alla Mondadori

Sarà visitabile fino al 14 aprile 2012, nella sala eventi del IV piano del Mondadori Multicenter di Palermo, “Flussi” del giovane fotografo palermitano Valerio Bellone, nell’ambito del progetto “Galleria X3 off-site” organizzato in collaborazione con l’omonima galleria palermitana sita in via Catania 35. Essa include 17 scatti in bianco e nero, dedicati ad alcuni dei milioni di volti che, quotidianamente, frequentano le stazioni ferroviarie di città come Palermo, Berlino o località della Thailandia. Flussi di persone anonime in superficie ma con una storia, spesso drammatica, al suo interno. Ogni foto, insomma, è una Vita in viaggio.



Molti individui sono stati fotografati dabbasso e mai in vettura, molti affacciati al finestrino, molti vicini al vetro intenti chi a leggere, chi a dormire. La curatrice della mostra, Giulia Scalia, definisce questi finestrini delle vere e proprie finestre sul mondo ma io credo che siano le prospettive assai angolate a partire dalle quale si possa guardare a debita distanza entro le singole vite, senza alterarle ma scavandole allo stesso tempo perché inducono il visitatore ad immaginare cosa il tal tipo stia pensando, cosa lo turba o dove sta andando o, infine, cosa ne è stato.

La fotografia blocca il tempo e lo eterna, a volte, sublimandolo.

Credo che la scelta di installare un’esposizione fotografica dedicata ai flussi di persone che transitano nelle stazioni ferroviarie proprio in una libreria che, in modo analogo e quotidianamente, ospita altrettanti flussi di persone d’ogni età e estrazione sia davvero una gran trovata tant’è che ho deciso di inserire un’immagine dell’esposizione che trasforma le foto in tanti anonimi vagoni. Avrei altresì preferito che tale mostra fosse più valorizzata e meno abbandonata a se stessa.

Titolo: Flussi

Dove: Mondadori Multicenter, via Ruggero Settimo 18

Fino al 14 aprile 2012

Orari: ogni giorno 9,30-20,30

Ingresso libero

mercoledì, febbraio 15, 2012

Santi del Paradiso e di...Giammarresi

Sarà visitabile fino al 25 febbraio 2012, presso Palazzo Jung, con sede in via Lincoln, “Santi del Paradiso”, personale del fotografo bagherese Carlo Giammarresi.
Essa include, non per caso, 100+1 foto prevalentemente in bianco e nero, tecnica di stampa molto amata da Giammarresi, che riproducono istantanee, scattate, a partire dagli anni ’70, in giro per la Sicilia, da Palermo a Bagheria, da Prizzi a Caltanissetta, da Trapani a Catania, di santi e patroni in cima alle loro vare e variceddi in processione sia per le strade che per mare, statue di San Pio da Pietralcina, scene di Candelore, interessanti  gruppi statuari tipici dei Misteri pasquali , che, incredibilmente, includono anche una “Ultima Cena” con tutti e 12 gli apostoli.
Come mi ha raccontato il fotografo Carlo Giammarresi, presente e vigilante nella sala espositiva, nel suo italiano a tratti incerto ma fiero, mentre ricordava emozionato le parole del poeta dialettale Ignazio Buttitta, suo compaesano, che gli intimava sempre di parlare baldanzoso il siciliano, dietro ogni foto c’è una storia, c’è un particolare che l’osservatore distratto non nota.

In una delle foto dedicate alla festa di S. Antonio a Bagheria, ad esempio, Giammarresi mi ha fatto notare la presenza di una vecchietta che mastica qualcosa mentre timidamente di affaccia per osservare il corteo in processione. Mi ha pure riferito dell’occasione in cui, quando il suo amico Giuseppe Tornatore girava “L’uomo delle stelle”, gli rubò uno scatto mentre, seduto su un gradino per strada, a Bagheria, assorto pensava ad un brano da inserire in una delle scene del film.
Perché le foto sono 100+1? Perché 100 sono le foto scattate in Sicilia, mentre 1 è la foto scattata a Gerusalemme, inclusa nella collezione “Giammarresi nel mondo”.
Una mostra che trasuda passione e tanta sicilianità di un fiero fotografo, soprattutto, bagherese nel midollo.
Titolo: Santi del Paradiso
Dove: Palazzo Jung
via Lincoln 73
Da: 9 febbraio a: 25 febbraio 2012
Orari: lun.-ven. 10-12,30; 16,30-19 e sab. 10-12,30
Chiuso nei festivi
Ingresso libero

domenica, gennaio 15, 2012

Un fotografo-filosofo a Palermo

In questi giorni è visitabile “Ferdinando Scianna e la Sicilia”, esposizione fotografica ospitata in ben due sedi, il Loggiato di San Bartolomeo e l’Oratorio dei Santi Elena e Costantino, il primo sito in Corso Vittorio Emanuele, proprio accanto a Porta Felice, mentre l’altro a Piazza Vittoria, nei pressi di Porta Nuova.

A collegare, idealmente, le due sedi sono tutta una serie di banner appesi lungo tutto corso Vittorio Emanuele, includenti sia riproduzioni di foto di Scianna, sia disegni che dipinti di giovani artisti e disegnatori che si sono ispirati alle immagini del fotografo siciliano.

Davvero brillante è la carriera del filosofo-fotografo Scianna, noto a livello internazionale e assai suggestive e, soprattutto, parecchio famose sono le foto ospitate al Loggiato di san Bartolomeo.

Sono foto di grande formato, rigorosamente in bianco e nero, perché tutta l’esposizione è un gioco di luce e tenebra, di chiaro e di scuro, come le scalette di una persiana aperte per lasciar filtrare luce appena sufficiente a illuminare volti aborigeni nascondendone, però, i più arcani segreti.

Molte sono foto di volti noti, come quelle di Ignazio Buttitta o degli straordinari Gesualdo Bufalino e Vincenzo Consolo (cui spero di dedicare dei post in futuro), molte sono immagini di gente comune eternate nella loro quotidianità ormai non più semplice o piatta ma valorizzata e impreziosita dal tocco di un fotografo un po’artista, in grado di bloccare l’attimo, cogliere sparute sfumature d’espressione, immortalare sentimenti eternandoli.

Per questo post ho scelto una sola immagine, quella che riproduce un gruppo di ragazzi che ammirano e rimirano qualcosa…chissà cosa, però! Il non saperlo mi ha incuriosito e un po’ stregato e mi arrovello ancora, più per scoprirlo, per immaginarmelo… secondo voi cosa stanno guardando anelanti?
Vorrei ricordarvi che molte notizie sul fotografo e numerose immagini dell'esposizione sono inserite nel sito internet dedicato http://www.ferdinandosciannaelasicilia.com/.
Ed ecco, per concludere, le righe critiche, che ci sono praticamente sempre! I due piani in cui si articola la mostra del Loggiato sono abbandonati a se stessi perché i figurinisti restano all’ingresso a chiacchierare, lasciando il visitatore libero di vagare in sale in penombra e alquanto gelide… avrei voluto ometterlo ma lo scrivo… chissà se puliranno mai i vetri dell’ascensore, talmente sono luridi!

Titolo: Ferdinando Scianna e la Sicilia

Dove: Loggiato di San Bartolomeo, corso Vittorio Emanuele 25

Oratorio dei Ss. Elena e Costantino, piazza Vittoria 22

Fino al 22 gennaio 2012

Orari del Loggiato: mar.-sab. 9,30-13; 16-19

Festivi 9,30-13

Orari dell’oratorio: mar.-sab. 9,30-13; 16-18

Festivi 9,30-13

Ingresso libero

giovedì, novembre 03, 2011

Melo Minnella a Palazzo S. Elia

Melo Minnella in una foto recente
Si intitola “I percorsi dell’immaginario” ed è una mostra fotografica del  palermitano Melo Minnella, artista della foto di mondial fama (al quale, già quest'anno, è stata dedicata una sezione di Mare Magnum), ospitata nella ex Cavallerizza (quella che ha ospitato le opere di Matilde Perez) di Palazzo S’Elia. Includente circa 100 scatti d’attimo, colti in giro per il mondo, questa mostra non ha nulla di immaginario dal momento che riunisce, veristicamente, scene di vita quotidiana di gente che, ogni giorno, svolge le sue mansioni nel modo più naturalmente culturale. Scrivo di “modo naturalmente culturale” perché, come scrisse un noto antropologo che, differenza di Minnella, non si spostò mai dal tavolino per inseguire le culture lontane, le tecniche del corpo, vale a dire tutti i gesti, le stesse smorfie, con cui ci muoviamo nel mondo, non sono affatto naturali, ma ognuno di noi li eredita, spesso a livello inconscio, dalle persone che ci circondano, parte integrante della propria cultura.

Volutamente non inserisco foto perché è una mostra che vi invito a vedere ma che io stesso non vedrò per ragioni che lascerò oscure.

Titolo: I percorsi dell’immaginario
Dove: Palazzo S. Elia
Fino a: 20 novembre 2011
Orari: mar- sab. 9,30-13; 16-19,30; domenica e festivi 9,30-13
Ingresso gratuito